Si è conclusa felicemente la gita al "Top End" del CAS. Un gruppo di appassionati Senior viaggiatori, accompagnati da Sam Mugavero, malgrado la loro non tanto tenera età, hanno voluto rivivere la loro giovinezza con la non facile avventura di visitare le zone quasi incontaminate dell’alto Western Australia e del Northern Territory, il Kimberly ed il Kakadu National Park.
Partiti con un volo Qantas Sydney-Perth- Broome, e sistematisi nel Cable Beach Resort, i nostri viaggiatori hanno dato inizio alla grande voglia esplorativa.
Broome è un posto unico al mondo. Una piccola cittadina di pescatori sull’orlo estremo dell’Australia Occidentale, sospesa tra il fascino tropicale di un vecchio e isolato villaggio e l’atmosfera cosmopolita, frutto della migrazione asiatica. È anche capitale mondiale delle perle.
Oggi Broome è il regno incontrastato del turismo avventuroso per la sua posizione strategica tra il mare e il deserto costiero: un’incredibile scenario. A pochi chilometri dalle case di Broome si trova Cable Beach, una delle spiagge più famose d’Australia: 22 chilometri ininterrotti di sabbia bianca con un bagno/asciuga che sembra non finire mai, enormi spazi pieni di spettacolari contrasti e scenari che si aprono al tramonto dove il sole sembra tuffarsi con accurata lentezza nell’Oceano e, nelle notti di luna piena, quando si dice che il riflesso dei raggi lunari sullo specchio d’acqua dell’Oceano Indiano crei l’illusione di una scalinata in grado di raggiungere la Luna, la "Staircase to the Moon".
Dopo aver appreso in laboratorio circa la produzione delle perle, ci si è recati sul Willie Creek, dove le ostriche vengono pescate e le perle vengono coltivate.
Si è poi visitato Il Broome Museum e il Cimitero giapponese con le centinaia di lapidi coperte da ideogrammi, testimonianza viva del mondo ruvido, duro ed evocativo dei pescatori di perle, che ha portato Broome ad essere fonte d’ispirazione per molti autori di narrativa contemporanea.
Dopo un paio di giorni si è partito alla scoperta del Kimberly, definito dagli stessi australiani come "the last frontier", e descritto con straordinario fascino dall’Ente del Turismo quale "una delle ultime grandi aree rimaste selvagge al mondo, con vasti orizzonti, antiche gole, insolite formazioni rocciose, piscine naturali accoglienti e spiagge dorate che danno l’ebbrezza di un’esperienza indimenticabile. Si è proseguito quindi verso Grantheaume Point, spettacolare insieme di rosse scogliere a picco sul mare, che in condizione di bassa marea, emergono dalle acque e rivelano alcune impronte di dinosauro impresse nella roccia, risalenti al cretaceo.
L’indomani si lascia la strada principale dove si vedono altre macchine per prendere la Derby Highway. Poco prima dell’omonima cittadina s’incontra la deviazione per il Boab Prison Tree, stretto parente dei baobab africani. Quello gigantesco, che la comitiva si accinge a visitare, ha una circonferenza di quattordici metri circa, riveste particolare significato religioso oltre che rappresentare fonte di acqua per le comunità aborigene ma anche di atroci sofferenze ed umiliazioni, poiché fu usato per incatenarli a seguito della loro cattura, durante il periodo in cui venivano forzatamente impiegati come pescatori di perle.
Poi, si effettua una visita a Derby dove esiste un porto in disuso, e che ha un’alta marea che arriva fino a 11 metri mentre la bassa marea lascia le poche imbarcazioni del luogo arenate.
Prossima tappa Wyndham. Città più a nord del Western Australia. Semideserta. Durante la lunga stagione delle piogge, tre mesi di temporali. Dove ora è deserto, allevamento, pascolo e strada, tra dicembre e marzo si trasforma in un immenso lago.
Wyndham non è una tappa obbligatoria. Ci si va perchè il bravo autista Domenico Rubbino l’ha consigliato. E tutti quelli che ci sono stati ne portano un gran ricordo. È famosa per due cose.
La prima sono i coccodrilli, e di questo te ne accorgi appena arrivi. Dicono che il golfo su cui sorge sia uno di quelli "ad alta concetrazione". Ma il vero gioiello è la Five Rivers Hill. Forse Forrest non la pensa così perchè la salita è davvero impegnativa.
Ma da questa collina si ha una vista completa del golfo e dei cinque fiumi che si gettano contemporaneamente in mare. Da qui il nome Five Rivers. Quì i gitanti non resistono di farsi fotografare accanto ad un gigantesco coccodrillo, per fortuna è di cemento armato.
Un’altro giorno un’altra faticaccia. Destinazione Fitzroy Crossing: un posto dove, a causa delle piogge, la traversata era una volta impossibile e la gente deveva per forza pernottare di qua o di la del fiume. Oggi che ci sono i ponti, i vecchi villaggi allora esistenti sono abitati maggiormente da aborigeni. Per via delle lattine di birra da loro buttate qua e là, viene chiamata "the shining city". Apparentemente il loro luccichìo viene captato dai satelliti.
Da qui in poi, fino a Kununurra si attraversa un lunghissimo deserto. Si fa sosta con pernottamento a Halls Creek. Halls Creek , situata lungo la Great Northern Highway, e fra Derby and Kununurra. A sud di Halls Creek c’ è l’arido ma spettacolare Great Sandy Desert. Oltre ad alcune macchine, attraversano la strada canguri, mucche, rettili ed uccelli d’ogni tipo attirati dalle carcasse di altri animali morti. Sui lati della strada fanno bella mostra i giganteschi Termites Mounts, alcuni dei quali arrivano fino a 12 metri di altezza.
Si arriva a tarda notte a Kununurra che sembra il centro di tutto. I tre giorni di sosta in questo luogo sono stati dedicati alla visita della città, ad una famiglia di pittori aborigeni, alla Galleria d’arte, alla distilleria Hoochery che produce Rum e spiriti dalla canna da zucchero e Corn Whiskey, la diga ed il Zebra Rock Studio di un artista scultore italiano che, con le pietre zebrate, crea gioielli e statuette. Un’altra escursione è stata effettuata presso una galleria di diamanti dove alcuni esperti hanno spiegato come vengono prodotti i vari tipi di diamanti estratti dalla vicina miniera Argyle, la più grande produttrice di diamanti del mondo.
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