Video Night e mostra fotografica

2 Agosto 2008 Commenti chiusi

 

La serata organizzata dall’Associazione Culturale Agira denominata Video Night e mostra fotografica, tenutasi nella sala dell’Associazione napoletana sabato 28 giugno scorso, ha ottenuto più  che un lusinghiero successo.

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Festa del patrono S. Filippo di Agira

1 Giugno 2008 Commenti chiusi

 

L’Associazione Culturale Agira, domenica 18 maggio ha celebrato la festa del patrono S. Filippo d’Agira con una messa solenne nella chiesa di Our Lady Queen of Peace-Gladesville. La messa è stata officiata da padre Alberico il quale, durante l’omelia ha ricordato come i Santi come S. Filippo d’Agira hanno sofferto in luoghi e condizioni primitive per predicare e poter divulgare il cristianesimo. Si    è poi soffermato e dato alcuni esempi sul come la lingua greca aveva in quei tempi preso il sopravvento e diventata quasi lingua universale, facilitando così gli spostamenti dei religiosi attraverso l’Asia, il medio oriente e l’Europa.

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GITA DEL CAS AL ?TOP END?

7 Maggio 2008 Commenti chiusi

 

Si  è conclusa felicemente la gita al "Top End" del CAS. Un gruppo di appassionati Senior viaggiatori, accompagnati da Sam Mugavero, malgrado la loro non tanto tenera età, hanno voluto rivivere la loro giovinezza con la non facile avventura di visitare le zone quasi incontaminate dell’alto Western Australia e del Northern Territory, il Kimberly ed il Kakadu National Park.
Partiti con un volo Qantas Sydney-Perth- Broome, e sistematisi nel Cable Beach Resort, i nostri viaggiatori hanno dato inizio alla grande voglia esplorativa.
Broome è un posto unico al mondo. Una piccola cittadina di pescatori sull’orlo estremo dell’Australia Occidentale, sospesa tra il fascino tropicale di un vecchio e isolato villaggio e l’atmosfera cosmopolita, frutto della migrazione asiatica.  È anche capitale mondiale delle perle.
Oggi Broome è il regno incontrastato del turismo avventuroso per la sua posizione strategica tra il mare e il deserto costiero: un’incredibile scenario. A pochi chilometri dalle case di Broome si trova Cable Beach,  una delle spiagge più famose d’Australia: 22 chilometri ininterrotti di sabbia bianca con un bagno/asciuga che sembra non finire mai, enormi spazi pieni di spettacolari contrasti e scenari che si aprono al tramonto dove il sole sembra tuffarsi con accurata lentezza nell’Oceano e, nelle notti di luna piena, quando si dice che il riflesso dei raggi lunari sullo specchio d’acqua dell’Oceano Indiano crei l’illusione di una scalinata in grado di raggiungere la Luna, la "Staircase to the Moon".
Dopo aver appreso in laboratorio circa la produzione delle perle, ci si  è recati sul Willie Creek, dove le ostriche vengono pescate e le perle vengono coltivate.
Si è poi visitato Il Broome Museum e il Cimitero giapponese con le centinaia di lapidi coperte da ideogrammi, testimonianza viva del mondo ruvido, duro ed evocativo dei pescatori di perle, che ha portato Broome ad essere fonte d’ispirazione per molti autori di narrativa contemporanea.
Dopo un paio di giorni si è partito alla scoperta del Kimberly, definito dagli stessi australiani come "the last frontier", e descritto con straordinario fascino dall’Ente del Turismo quale "una delle ultime grandi aree rimaste selvagge al mondo, con vasti orizzonti, antiche gole, insolite formazioni rocciose, piscine naturali  accoglienti e spiagge dorate che danno l’ebbrezza di un’esperienza indimenticabile. Si  è proseguito quindi verso Grantheaume Point, spettacolare insieme di rosse scogliere a picco sul mare, che in condizione di bassa marea, emergono dalle acque e rivelano alcune impronte di dinosauro impresse nella roccia, risalenti al cretaceo.
 L’indomani si  lascia la strada principale dove si vedono altre macchine per prendere la Derby Highway. Poco prima dell’omonima cittadina s’incontra la deviazione per il Boab Prison Tree, stretto parente dei baobab africani. Quello gigantesco, che la comitiva si accinge a visitare, ha una circonferenza di quattordici metri circa, riveste particolare significato religioso oltre che rappresentare fonte di acqua per le comunità  aborigene ma anche di atroci sofferenze ed umiliazioni, poiché fu usato per incatenarli a seguito della loro cattura, durante il periodo in cui venivano forzatamente impiegati come pescatori di perle.
Poi, si effettua una visita a Derby dove esiste un porto in disuso, e che ha un’alta marea che arriva fino a 11 metri mentre la bassa marea lascia le poche imbarcazioni del luogo arenate.
Prossima tappa Wyndham. Città più a nord del Western Australia. Semideserta. Durante la lunga stagione delle piogge, tre mesi di temporali. Dove ora è deserto, allevamento, pascolo e strada, tra dicembre e marzo si trasforma in un immenso lago.
Wyndham non è  una tappa obbligatoria. Ci si va perchè il bravo autista Domenico Rubbino l’ha consigliato. E tutti quelli che ci sono stati ne portano un gran ricordo.  È famosa per due cose.
La prima sono i coccodrilli, e di questo te ne accorgi appena arrivi. Dicono che il golfo su cui sorge sia uno di quelli "ad alta concetrazione". Ma il vero gioiello è la Five Rivers Hill. Forse Forrest non la pensa così perchè la salita  è davvero impegnativa.
Ma da questa collina si ha una vista completa del golfo e dei cinque fiumi che si gettano contemporaneamente in mare. Da qui il nome Five Rivers. Quì  i gitanti non resistono di farsi fotografare accanto ad un gigantesco coccodrillo, per fortuna è di cemento armato.
                                                                                                                                                                Un’altro giorno un’altra faticaccia. Destinazione Fitzroy Crossing: un posto dove, a causa delle piogge, la traversata era una volta impossibile e la gente deveva per forza pernottare di qua o di la del fiume. Oggi che ci sono i ponti, i vecchi villaggi allora esistenti sono abitati maggiormente da aborigeni. Per via delle lattine di birra da loro buttate qua e là, viene chiamata "the shining city". Apparentemente il loro luccichìo viene captato dai satelliti.
Da qui in poi, fino a Kununurra si attraversa un lunghissimo deserto. Si fa sosta con pernottamento a Halls Creek.  Halls Creek , situata  lungo la Great Northern Highway, e fra  Derby and Kununurra. A sud di Halls Creek c’ è l’arido ma spettacolare Great Sandy Desert.  Oltre ad alcune macchine, attraversano la strada canguri, mucche, rettili ed uccelli d’ogni tipo attirati dalle carcasse di altri animali morti. Sui lati della strada fanno bella mostra i giganteschi Termites Mounts, alcuni dei quali arrivano fino a 12 metri di altezza.
 Si arriva a tarda notte a Kununurra che sembra il centro di tutto. I tre giorni di sosta in questo luogo sono stati dedicati alla visita della città,  ad una famiglia di pittori aborigeni, alla Galleria d’arte, alla distilleria Hoochery che produce Rum e spiriti dalla canna da zucchero e  Corn Whiskey, la diga ed il Zebra Rock Studio di un artista scultore italiano che, con le pietre zebrate, crea gioielli e statuette. Un’altra escursione è stata effettuata presso una galleria di diamanti dove alcuni esperti hanno spiegato come vengono prodotti i vari tipi di diamanti estratti dalla vicina miniera Argyle, la più  grande produttrice di diamanti del mondo.
 

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CALCIO: ROMA, ACCOLTELLATI TRE TIFOSI DEL CATANIA

13 Febbraio 2008 Commenti chiusi
Una delle coltellate sferrate dagli ultrà della Roma gli ha perforato un polmone
 

Salvatore, tifoso vivo per miracolo

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Buone Feste

16 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Agli amici del C.A.S. a Sam Mugavero ai visitatori del blog a tutti gli italiani nel mondo ed alle rispettive famiglie auspico tanti Auguri di felicità, pace e salute per le Sante Feste.

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Premiati i vincitori del concorso letterario “Come vedo la Sicilia”

7 Novembre 2007 Commenti chiusi

Gli agirini di Sydney festeggiano S. Filippo

1 Giugno 2007 Commenti chiusi


Con una messa solenne nella chiesa di Gladesville ed un lauto pranzo tipico siciliano Gli agirini di Sydney festeggiano S. Filippo Un brioso gruppo di giovanissimi cantanti ha allietato le 120 persone che hanno preso parte al pranzo L’associazione Culturale A.G.I.R.A., domenica 20 maggio ha celebrato la festa del patrono S. Filippo d’Agira con una messa solenne nella chiesa di Our Lady Queen of Peace-Gladesville. La messa è stata officiata da padre Simone il quale, subito dopo l’introito ha invitato il presidente Mugavero a dire due parole sul Santo. Prima di dare dettagli storici circa la vita di S. Filippo, Mugavero ha voluto chiarire innanzitutto di quale S. Filippo si parlava, perché molte persone ancora oggi confondono il Santo di Agira con l’apostolo S. Filippo ed altri con S. Filippo Neri nato il 22 luglio 1515 a Firenze. La santa messa e l’inno di S. Filippo sono stati cantati dal coro di O.L.Q.o. P. diretto da Adelina Manno che ha anche preparato la liturgia. Molto accurata l’assistenza dell’accolito Sam Cincotta. Al termine della messa lo stesso Mugavero ha voluto ringraziare il prete ed il suo assistente, l’organista, il coro, il pubblico ed i membri del comitato Domenico Cantale, Angelo Casa, Clara Cincotta, Elisabetta Fogolin,, Marisa Lavermicocca, Adelina Manno, Filippo Parisi e Gaetano Ribera per il ruolo singolarmente svolto alla perfezione nonché tutti coloro che in un modo e nell’altro hanno contribuito alla riuscita della festa. Dopo la cerimonia religiosa, oltre 120 persone hanno partecipato ad un lauto pranzo tipico siciliano preparato dai bravi cuochi del Castel d’Oro di Five Dock. Non sono mancati i Nfasciateddi, tipici dolci agirini offerti dall’Associazione. Durante il pranzo, i commensali sono stati allietati dai “Peperoncini”, un eccezionale e brioso “trio” di giovanissimi cantanti che faranno sicuramente parlare di loro in un non distante futuro. Hanno partecipato alla festa anche rappresentanti di altre associazioni: Il dottor Len Destro del C.A.S., Domenic Arrivolo e Anthony Ravesi dell’Italian Family History Group del Co.As.It., Steve Cincotta dell’Associazione Madonna del Terzito, Vittorio Locantro dell’Associazione Isole Eolie, Carmine Telese dell’Associazione Napoletana, Anna Zagame dell’Associazione Culturale Eoliana e Felice Pascale dell’Associazione Madonna Assunta con un nutrito gruppo di basilicani. La festa è terminata nel tardo pomeriggio con l’estrazione di una ricca lotteria i cui premi sono stati donati dai membri del comitato stesso. S.M.
Riferimenti: Visita la Galleria Fotografica dell’evento

La morte dell’autorità

29 Marzo 2007 Commenti chiusi

Ma dico io, ci deve proprio scappare il morto (il povero Filippo Raciti) per scoprire in quale stato di degrado versa la società italiana (e tante altre società) di oggi? Eppure i segnali sono sempre stati lì, evidenti come non mai; l’avevamo sotto il naso ma facevamo finta di non vedere, di non sentire. È troppo difficile cambiare strada quando ormai si è fatta l’abitudine a percorrere sempre la stessa. “Abitudine a cosa?”, si chiederà il lettore. Abitudine ad un mondo nel quale il bisogno di affermazione che alberga dentro ognuno di noi si gratifica non più attraverso le sane realizzazioni del passato (ad esempio, il successo negli studi, nel lavoro, nella vita coniugale, nei rapporti interpersonali, ecc.) bensì attraverso il numero di telefonini che possediamo, il modello di auto che guidiamo, i vestiti griffati che indossiamo, i tanti inutili oggetti che possediamo, e così via. Una volta i nostri valori rispecchiavano una “educazione” nella quale il rispetto verso gli altri e, soprattutto, verso l’autorita` (rappresentata prima dai genitori, poi dai nonni, dagli insegnanti, dai professori, dalle persone più anziane di noi, ed infine dalle forze dell’ordine), ricopriva un ruolo di fondamentale importanza. Oggi, invece, guai a “toccare” un bambino con più che una carezza; guai a dare al proprio figlio adolescente un orario di rientro a casa la sera; guai a visitare i propri vecchietti in segno di rispetto; guai a portare la mela alla maestra o a portare la valigia al proprio professore; ed…ahimè guai a rispettare la legge! E` come se la nostra “moralità” fosse morta. Mi guardo in giro e vedo degrado dappertutto. Basta guardare i muri contro i quali sbattiamo il naso tutti i giorni: sono imbrattati con scritte indecifrabili che sembrano farsi beffa di tutto ciò che c’è di legale nella nostra società; anzi, sono un vero e proprio sberleffo alla civiltà; infatti, sembrano voler dire: “noi ce ne infischiamo delle regole, noi ce ne infischiamo del prossimo, noi esistiamo e voi dovete accorgervi di noi, noi siamo importanti perché possiamo distruggere il vostro mondo pulito e perbene”. Lo stesso messaggio ci viene propinato quando, nel bel mezzo della notte e mentre dormiamo, sentiamo il rumore assordante di auto che sgommano o di motori e marmitte elaborati apposta per “farsi notare”. Ma mi chiedo io dove è andata a finire l’educazione? Dov’ è andato a finire il controllo sociale? Mi si perdoneranno le generalizzazioni ma esiste, a me pare, il fenomeno di una gioventù senza regole ed allo sbando e di una popolazione adulta e matura che invece sta lì a guardare, timorosa di intervenire perché non sarebbe politicamente corretto (chissà per quale latente motivo) cercare di riprendere in mano le redini della loro educazione. I giovani hanno bisogno di “paletti” nella vita; hanno bisogno di chi possa insegnare a loro cosa è giusto e cosa è sbagliato, hanno bisogno di disciplina e di incoraggiamento, hanno bisogno di punizioni e premi nello sviluppo della loro moralità (le teorie psicologiche sullo sviluppo morale ce lo insegnano), e non solo di premi (come credo avvenga troppo spesso oggi). L’elargizione eccessiva di premi, infatti, non fa altro che promuovere un approccio edonistico e psicopatico alla vita, in base al quale tutto è dovuto…e subito! Basta vedere quello che sta succedendo oggi; da piccoli le persone vengono coperti di regali e di attenzioni. Si chiede a loro di sacrificarsi poco per ottenere tutto ciò che vogliono. Imparano, insomma, a volere tutto e subito! Purtroppo i disordini che stanno avvenendo nel mondo del calcio (italiano e non) sono emblematici di quanto sta avvenendo nella società moderna piu` allargata. Ciò avviene perché, purtroppo, il gioco del calcio stimola complessi processi psicologici di identificazione proiettiva in base ai quali le persone (e soprattutto i giovani) spostano su di esso tutte le loro rabbie, frustrazioni, e pulsioni (soprattutto quelle aggressive). Non è il mondo del calcio che è malato…. è il mondo in generale che è malato. Non riusciamo, purtroppo, a trovare un sano equilibrio tra i nostri piaceri ed i nostri doveri. Siamo forse passati da un approccio alla vita eccessivamente restrittivo ad uno eccessivamente permissivo (nel quale tutto c’è dovuto….e subito), non comprendendo che, con ogni probabilità, la via di mezzo e` quella da seguire. Non facciamo del gioco del calcio il capro-espiatorio delle nostre inadeguatezze educative. Non sara` chiudendo gli stadi o giocando a porte chiuse che risolveremo i nostri veri problemi. Anzi, credo che cosi` facendo otterremo tutto il contrario; sono certo, infatti, che i giovani troverebbero altri canali per esprimere il loro disagio psichico e morale e per sprigionare in modo del tutto inadeguato e disadattivo le loro pulsioni all’autoaffermazione. Si, prendiamoci una pausa di riflessione chiudendo i cancelli degli stadi per qualche settimana; ma, subito dopo, agiamo in modo tale da affrontare e risolvere il problema dell’educazione morale e civica dei nostri giovani. Facciamolo prima che sia troppo tardi e prima che si debbano contare migliaia se non addirittura milioni di morti frutto dell’intolleranza delle persone alle frustrazioni che invariabilmente si riscontrano nella vita. Mettiamo d’accordo gli aspetti dicotomici della nostra psiche, cioè il Dott.. Jekyll e Mr. Hyde (il “dovere” ed il “piacere”) che cercano di convivere dentro di noi. Non uccidiamo il nostro dott. Jekyll perché, così facendo, rischieremmo di uccidere l’istanza promotrice del “dovere”, cioè il concetto di autorità. Dott. Carmelo Pollicina (Psicologo e Co-ordinatore del C.A.S.)

Grazie Signor Gilberto Idonea

22 Marzo 2007 Commenti chiusi

Grazie dei suoi complimenti che ci ispirano e ci spronano a continuare la nostra missione.
Sam Mugavero
Dott. Carmelo Pollicina

L’Associazione AGIRA rende omaggio alle donne

9 Marzo 2007 Commenti chiusi

Numerose connazionali al pranzo in occasione della Giornata Internazionale della Donna

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